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Nato a Roma 27.05.72 alla clinica anglo-americana di via nomentana nelle vicinanze del quartiere trieste. Pesavo intorno ai 3 kili e sono arrivato con calma verso le 11 di mattina giusto in tempo per la colazione. Le 11 del mattino a tutt’oggi è l’orario che prediligo per consumare una quasi mai frugale colazione. Morale le prime abitudini della vita non si dimenticano più.
Per continuare ad atteggiarmi posso evidenziare il fatto di essere discendente di Philippe les Le Beau (1478-1506) quindi Conte da parte di madre (purtroppo) ma nipote di un conte vero: Vittorio dei Conti Mattei della Pergola.Mio nonno. Quindi la classe non è acqua ma se lo fosse sarebbe del nonno.
HOBBIES
Adoro leggere, cerco di tenermi aggiornato con i quotidiani ed affronto tre libri insieme facendo una confusione inenarrabile. Non compro mai settimanali o mensili di gossip ma li leggo volentieri dal mio barbiere di fiducia (Pasquale: Ciao). Sono pigro infatti il barbiere ha la bottega (o lo studio o il negozio!) accanto al mio portone di casa. Generalmente rimando le cose da fare sperando poi di dimenticarle il giorno successivo magari per sempre se non sono importanti. Se lo sono chiedo scusa per la dimenticanza e me ne prendo la responsabilità (Papà: ricordi il bollo del 2004?)

Adoro la musica. Di più. Amo la musica di un amore non corrisposto causa le mille delusioni che mi ha dato. Ma diciamo pure che le poche vittorie ottenute hanno, come spesso succede agli innamorati, colmato i gap delle sconfitte.
Suono la batteria dal 1989. Da quando capii che il suonare avrebbe unito il carattere ludico-conviviale a quello artistico-intellettuale ma molto più semplicemente perché il musicista sale su un palco di un metro e si atteggia come se fosse su una nuvola.
CUCINA
In ordine spars: i plum cake del mulino bianco (gli altri so nessuno!), le melanzane al funghetto di mia madre (che quando cucina si fa sempre valere), la bisteccona buttera dei butteri di via Taro quando non capito seduto di fronte alla mia amica Arianna che è vegetariana, la pasta con il pesce di Silvana al Saint Tropez di Fregene presentatami dalla Prof.ssa Annamaria Nenci e che ringrazierò a vita per questo, la pasta alla Norma del ristorante da Anna a Ponza che giustifica un viaggio in traghetto da qualsiasi porto del mondo, la lasagna al radicchio della signora francese del Bistrot dell’Oca, il cornetto del bar aziendale dell’ENAV che viene girato nel forno dalla biblica Anna due volte (quindi non si cuoce troppo ma rimane morbido) preferibilmente alla marmellata, la lasagna di mia zia Vera (quella con le polpette, l’uovo, e il ragù di carne cotto tre mesi alla napoletana secondo la ricetta dei nostri avi del ramo paterno), il cappuccino di Bastianello a Milano, i mini cornetti del Cerbiatto, l’insalata preferibilmente di lattuga con pomodoro pachino tonno, mais aceto balsamico olio e sale e dulcis in fundo ciliegine di mozzarella, il tiramisù con i pavesini e solo se bagnati bene di caffè con in savoiardi, il panettone di Natale del Bar Sant’Ambroeus a Milano, il Pinot nero servito in tazza di coccio (lo so che gli intenditori mi massacreranno ma provateci), il trancio di pizza bianca al prosciutto e mozzarella del Lu Rusticone a Scauri, la mozzarella di bufala di San Vittore Caianello venduta e servita al Ristoro sulla Flacca con olive di Gaeta e pomodoro pachino, il panino di Bonversè alle 2 o 3 di notte (e vi assicuro che l’ora è fondamentale) con salsiccia e tutto quant’altro vi entri dentro di commestibile, l’Amarone che mi ha portato il mio amico Giuseppe dal Friuli (ne voglio 622 bottiglie entro un mese), la pizza margherita della Grappoletta a Scauri che prima dell’euro costava 6.000 lire e con l’euro costa (o almeno costava l’ultima volta) 3,50 euro (N.B: vista la rivalutazione monetaria, inflazione e rincari non è aumentata : che grandi!), il panino “Prado” del locale Foollyk di Roma, le bagels di H&H (“Like no other bagel in the world”), il riso al limone e parmigiano di Greta ma solo quando non sto bene (capito?), la pasta alla amatriciana del ristorante La Lupa di New York (solo cucina Romana: grazie Kate!), la padella dell’Orso di in un bistrot a Francoforte che non presi ma assaggiai da quel maledetto di G.C. che fece la scelta giusta, i friarielli del mio amico nonché chef –pendolare Fabio Zito (li consiglio con salsicce di Capua)
COLLEZIONISMO
Come qualsiasi essere umano che si rispetti e possa non essere classificato come “atipico” ho le mie manie. Spendo cifre irragionevoli per vestiti, utensili da cucina, materiale elettrico ed elettronico, libri, metodi per batteria, cd e dischi, e per tutto ciò che risveglia in me un mai in fondo sopito istinto collezionistico-modereccio.
Tutto ciò che potrebbe essere condiviso da molti trova però una valenza da record nelle scarpe. Ne ho (alle ore 10.44 AM del 09.03.2006) 66 paia (Mamma: ora lo sai!).